Lettera al Segretario Nazionale su commemorazioni del 19 luglio

Paolo Borsellino

Palermo 19.07.2019

Oggetto: XXVII anniversario strage “Borsellino e la sua scorta”. Commemorazioni della Questura di Palermo. 

ALLA SEGRETERIA NAZIONALE SIULP 
c.a. Segretario Nazionale Generale 
Felice Romano 
ROMA 

Carissimo Segretario Generale Nazionale, mi accingo a scriverti questa lettera con un senso di bruciante amarezza e di cocente dispiacere (che ho condiviso con ogni singolo componente della Segreteria e con tanti colleghi iscritti nel territorio),  ma con altrettanta ferma decisione ed orgoglio datami dalla forza di appartenenza a quest’O.S. e con la convinta speranza di non lasciare passare sotto silenzio un evidente forzatura, la quale a giudizio di chi ti scrive e di chi ha condiviso queste mie parole, ha finito per macchiare un occasione di raccoglimento commemorativo dei nostri caduti del 19 luglio che unita a quella del 23 maggio di ogni anno, contraddistingue purtroppo i tributi di sangue più gravi dei poliziotti in servizio a Palermo, nella storia dell’Italia democratica del dopoguerra, versati a salvaguardia della legalità e delle istituzioni di questo meraviglioso Paese. 
 In tale circostanza, già dalla stessa lettera di presentazione dell’evento trasmessa dalla locale Questura agli indirizzi interessati il 16 luglio u.s. (stranamente solo tre giorni prima dallo svolgimento dell’evento) sorgevano molti dubbi, poiché si evidenziava nella rappresentazione mattutina del programma,  la “collaborazione”  per l’incontro – dibattito organizzato,  dell’Associazione Nazionale Funzionari, quindi di un Organizzazione Sindacale (cosa mai accaduta in passato a memoria di chi scrive per un simile solenne momento), a cui fornire un formidabile “assist in stile calcistico” per una vetrina mediatica assolutamente inopportuna, proprio per il messaggio unitario e lo spirito identitario da promanare in questi casi che non può assolutamente essere in appannaggio di alcuni a dispetto di altri. 
Ma il meglio …anzi il peggio doveva ancora venire agli occhi dei presenti.        
Nel chiostro della Questura, alla presenza del Capo della Polizia, dei Questori della Sicilia, delle Autorità civili e militari e dei giovani giunti in rappresentanza da varie città del Paese e dai quartieri più degradati della città, invitati per l’occasione, il Questore Cortese dopo il suo discorso di apertura e i ringraziamenti agli intervenuti 
(cui le OO.SS. non sono state menzionate), nell’evidenziare l’apporto fornito proprio dall’Associazione Nazionale Funzionari per tale evento, invitata il suo Presidente Enzo Letizia ivi presente e accomodato nelle poche sedie approntate per l’occasione visti gli spazi risicati a disposizione, a prendere la parola per un intervento che non poteva non toccare anche l’autoreferenzialità dell’Associazione stessa. 
 Indubbiamente, agli occhi di tutti i presenti, se l’intento del Questore Cortese era di fare ben figurare l’Associazione dei Funzionari e il suo massimo rappresentante nazionale, si può tranquillamente affermare che tale scopo è stato raggiunto, attesa l’autorevole composizione della platea e l’entità dell’occasione commemorativa pubblica. 
 Sorvolo su altre  decisioni prese che hanno svilito il senso civico di un evento ad onore  del vero rappresentato da altri soggetti di rilievo sociale locale e nazionale, quale aver voluto la presenza del cantante Gigi D’Alessio che certamente per vicissitudini comportamentali pubbliche passate e presenti, non ricalca certo la figura su cui indirizzare per emulazione soprattutto la giovane generazione presente, anche se per assonanza di tematica scelta per la discussione, vi era lo spunto per invitare anche un cantante, come in affetti è accaduto, attirando a se  tutti gli interessi soprattutto dei giovani intervenuti dai quartieri cittadini  a rischio, con annessi genitori, anelanti di 
farsi un “selfie” con il loro idolo…. Era proprio necessario per tale occasione?  
Il Siulp di Palermo, interpretando il pensiero di tanti operatori, non ritiene tollerabile che tale accadimento di parte, recidivo e non rispettoso di tutte le rappresentanze sindacali presenti sul territorio, posto in essere dal massimo rappresentante della Questura di Palermo, augurandosi che sia stato compiuto per leggerezza e non per reale convincimento, finisca per  affievolire il residuale convincimento  delle donne e degli uomini della Polizia di Stato palermitani di essere tutti uguali e, nonostante intuisca quali e quanti ostacoli di cortina fumogena e demagogia allo stato liquido,  possano essere eretti dall’Amministrazione, per proteggere vecchi privilegi di …immunità che sarebbe meglio abolire per crescere culturalmente,  Ti chiede convintamente, per quanto accaduto oggi e per quanto già di Tua conoscenza,  un intervento risolutivo per far acquisire la giusta serenità al personale di questa Provincia. 
 
Il Segretario Generale Provinciale
Francesco Quattrocchi